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La Mia Vita in Flash
Home - Profilo - Archivi - Amici - Album fotograficoLE MADONNINEInviato il May. 24, 2006 alle 09:30 PM - Invia un commentoLa prima madonnina è stata S.Maria Liberatrice al Testaccio, la mia parocchia, ha assistito al mio battesimo e mi ha seguito quando ero bambino, fanciullo e infine adolescente anche se ero lontano. La sua immagine è sempre nei miei ricordi e le sue diverse immagini nel libretto di preghiere di mamma. Il fatto è accaduto a San Nicandro nel Gargano, già la madonnina della medaglia miracolosa, che ogni anno il mese di maggio portavo in processione di casa in casa nelle famiglie. Questo lo facevo da quando ero al San Gabriele a Roma, perciò quando arrivai a San Nicandro nell’Ottobre del Qualche tempo prima andai a Roma per comprare la madonnina da portare in processione, ma i soldi erano talmente pochi che riuscii a comprare una piccola madonnina della medaglia miracolosa alta 30cm. L’ultimo giorno del mese di maggio, non rammento l’anno, e come sempre facevo la processione perché dovevo far rientrare la madonnina quando all’ora di pranzo mi venne a trovare Michele, il fattore della contessa e mi disse se potevo portare Gli dissi da Maria? Ma stasera - Fratel Amabile è un favore personale che mi fai poi lei ti spiegherà. - Va bene per te porterò la madonnina a Maria Così la sera invece di far rientrare la madonnina andai con questa da Maria. Era a letto, quando mi vide non finiva di ringraziarmi, mi spiegò: “ Quando l’altro giorno siete passati con la processione ero seduta fuori con altre signore, allora ho detto: “ Ma non si vergognano a portare in giro quella statuetta… la notte mi sono sentita male e ho chiamato il dottore e mi ha detto che secondo il suo parere stavo bene. Questa mattina è venuta a trovarmi un’amica che abita alla stazione e mi ha detto: “ Marì! Questa notte ho sognato Avevo istituito vicino alla fondazione Zaccagnino un centro per ragazzi in un salone datomi da Donna Checcina Contessa Caracciolo. Sostenuto dall’onorevole Vincenzo Russo in questo centro diocesano incoraggiato da S.E Mons Vendola avevo messo macchine da scrivere, per rilegare libri e un apparecchio Eliografico per fare le copie dei lucidi dei geometri, una biblioteca. C’era un orario e ogni pomeriggio mettevo due panche vicine e mi ci mettevo a riposare. Un pomeriggio mentre mi riposavo venne un colpo di tosse e feci tanto sangue, la cosa durò un bel pezzo pensai allora a S.Teresina alla sua Emottisi, pensai ai miei 350 ragazzi dell’Azione Cattolica, m’impaurii e me ne andai zitto zitto alla fondazione e dissi ad un ragazzo di avvisare il direttore che non mi sentivo tanto bene e me ne andai a letto. Mi misi a letto ma continuai a sputare sangue per tutta la notte, alla fine decisi di parlare con il direttore la mattina seguente. Venne il dottore e mi fece un’iniezione coagulante però consigliò al direttore, il buon fratel Gabriele, di mandarmi a Foggia da uno specialista che mi avrebbe fatto delle lastre. Il pensiero di dover lasciare i ragazzi di A.C e tutto il resto mi tormentava, pregavo Gesù, Feci un sogno consolatore: “ Mi trovavo a camminare per una mulattiera. Era tutto bianco di neve sulla sinistra, una montagna di neve, sulla destra un precipizio sempre bianco, finita la strada un largo cunicolo e una grande chiesa rettangolare che partiva da Sinistra. Entrai ero come spaesato, mi giravo intorno guardando, quando mi sentii chiamare: “ Fratel Amabile “ mi voltai e dietro di me su di un lungo piano vi era al centro il mezzo busto di una madonna che continuò dicendo: “ sono la madonna della libera stai tranquillo ho pregato mio figlio per te “. Mi svegliai e per ricordarmi scrissi su un foglietto: “ Madonna della Libera “ Quando l’indomani mi vennero a prendere per condurmi a Foggia chiesi ai due che mi accompagnavano se sapessero dove fosse la madonna della Libera, nessuno lo sapeva, nessuno la conosceva. Arrivammo a Foggia dallo specialista, mi fece la visita e concluse che ai polmoni non c’era niente e che si trattava di una venetta della gola e che se succedeva ancora sarei dovuto andare dall’otorino. Ma grazie a Dio e alla Madonna della Libera, nessuno l’aveva mai sentita nominare. Un giorno capitando a S.Severo sul viale vidi una chiesetta. Entrai come facevo ogni volta che incontravo una chiesa o una cappella, era la chiesetta della Madonna della Libera. C’era una foto sul tavolo figurante la madonna e meraviglia portava una croce sotto il mento e una croce sulle due mani. |
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